15 Mag Approcciarsi al “metodo” e alla progettazione BIM
Episodio 1
Sempre più spesso sentiamo parlare di progettazione BIM, proposte di appalti BIM-Based, metodologia di progettazione BIM e chi più ne ha più ne metta. Ma come si approccia seriamente una commessa BIM-Oriented? Quali sono i rischi in cui potremmo incappare in caso di un’errata pianificazione del progetto BIM? Bene BIM-Lab cercherà di rispondere a queste domande, stuzzicando la vostra curiosità, con lo scopo di avvicinarvi in maniera indolore al “metodo” BIM.
Come in tutte le cose, prima ancora di intraprendere un percorso bisogna avere le idee chiare su quelli che sono gli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Una sorta di pianificazione con target successivi e conseguenziali da perseguire step by step con l’unico fine: portare a casa il risultato.
È un po’ così anche la progettazione BIM, prima ancora di approcciarsi al progetto, complicato o semplice che sia, risulta di fondamentale importanza la definizione delle esigenze del committente e quindi le finalità della progettazione stessa.
Aspettative, scopi e necessità tracciano la strada da perseguire per garantire il risultato richiesto, delineando gli elementi chiave quali basi dell’approccio progettuale. Infatti, gli obiettivi e quindi le finalità governano il comportamento e le attività che, a loro volta, caratterizzano i processi e quindi il flusso di lavoro tracciando il percorso da seguire.
Chi non ricorda i fratelli Caponi in Totò, Peppino e la… malafemmina in Piazza del Duomo a Milano e alla ricerca della fidanzata del nipote (la bella Marisa), quando, rivolgendosi al vigile gli chiedono: “per andare dove dobbiamo andare… per dove dobbiamo andare? Sa, è una semplice informazione”.
Appunto! È una semplice informazione! Il senso è un po’ questo! Dove, e da dove vogliamo arrivare.
Adesso con un po’ di fantasia proviamo a trasformate il senso di queste due righe in un progetto, o meglio in una commessa di lavoro in ambiente BIM.
L’obiettivo è la bella Marisa e noi i … fratelli Caponi (o come direbbe Totò: “che siamo noi!”).
La scelta della strada e quindi del flusso di lavoro “per andare dove dobbiamo andare” dipenderà se non altro dalle esigenze e dalla complessità del progetto che ci stanno proponendo. Per intenderci, non sempre la strada più corta è anche la più conveniente; come pure sarebbe inutile “uccidersi di lavoro” quando poi basterebbero la metà dei click per chiuderlo egregiamente.
Ecco, come arrivare a Marisa? Niente di stratosferico, certo, anche Totò e Peppino tra mille disavventure e qui pro quo la troveranno ma non senza combinare casini! Il nipote e Marisa arriveranno addirittura a lasciarsi, che sciagura!
Perciò, onde evitare le peripezie dei due fratelli partenopei a Milano, guai improvvisarsi e mettersi alla guida di uno strumento (o meglio ancora di un processo) che non si è in grado di governare o che comunque si sa a mala pena gestire. Rischieremmo di fare danni a noi stessi e ai nostri clienti deludendo le aspettative e rendendo inutili gli sforzi profusi fino al giorno della consegna (sempre che si arrivi vivi alla consegna).
L’appuntamento è al prossimo episodio, in cui entreremo più nel vivo della questione affrontando in maniera puntuale i vari aspetti che caratterizzano e delineano un approccio programmatico al metodo BIM. Intanto buona lettura e, per chi non lo ricordasse, suggerisco la visione di questo video… semplicemente SPETTACOLARE!
https://www.youtube.com/watch?v=oTgK4HEGPwQ