18 Giu BIM4PA un progetto di digitalizzazione nella PA
Qualche tempo fa, parlando con il dipendente di un ufficio tecnico comunale, gli rivolsi una domanda molto diretta: “Cos’è per voi il BIM?”.
La risposta fu tanto immediata quanto disarmante: “Un appesantimento per noi che facciamo già troppe cose”.
Questa frase fotografa perfettamente la reazione standard di fronte alla transizione digitale. Per chi vive ogni giorno le scadenze, la burocrazia e la carenza di personale dei nostri enti locali, l’introduzione di una nuova metodologia viene vista come l’ennesimo ostacolo burocratico calato dall’alto. Ed è una paura comprensibile, soprattutto quando il tema viene affrontato attraverso nozioni astratte, manualistiche rigide e montagne di teoria che spaventano le amministrazioni invece di aiutarle.
La svolta, però, sta proprio nel cambiare radicalmente prospettiva. Al termine del percorso formativo nato all’interno del progetto “BIM4PA – Innovazione Digitale per la Gestione del Patrimonio Pubblico”, quello stesso dipendente ha ammesso che il punto di vista era completamente cambiato. La percezione di un “appesantimento” si è trasformata nella consapevolezza di avere tra le mani un’opportunità di slancio e ottimizzazione senza precedenti.
Il Progetto BIM4PA: i numeri del cambiamento
Prendendo le mosse dall’importante traguardo amministrativo che ha visto il Comune di Atripalda nel ruolo di ente capofila, il territorio irpino ha intercettato i fondi europei NextGenerationEU (attraverso l’avviso “PerForma PA”). Un finanziamento mirato a colmare il divario tecnologico e ad aggiornare le competenze digitali del personale di sei amministrazioni comunali: Avellino, Atripalda, Aiello del Sabato, Montoro, Contrada e Sorbo Serpico.
In solida partnership con il Formedil Avellino, che ha curato gli aspetti organizzativi di questa importante misura sul territorio, noi di bim-lab.net abbiamo avuto l’onore e la responsabilità di curare l’intero coordinamento scientifico e la docenza dell’attività formativa.
Il percorso ha visto il coinvolgimento attivo di 46 dipendenti pubblici, strutturato operativamente in 4 edizioni da 24 ore ciascuna.
Formare sul metodo, non sulle astrazioni
La nostra stella polare durante le ore di lezione è stata una sola: metodo prima dei software, pragmatismo prima della teoria.
Il Codice degli appalti (D.Lgs 36/2023) introduce step e scadenze precise per gli Adempimenti BIM nella Pubblica Amministrazione. Spiegare queste regole partendo solo dagli articoli di legge o dai flussi ideali dei manuali serve a poco se poi il personale non sa come calare quegli obblighi nella realtà quotidiana di una gara o di una validazione.
Per questo motivo, abbiamo impostato i 4 moduli didattici per rispondere alle reali necessità degli uffici. Non abbiamo venduto formule magiche o nozioni teoriche fini a se stesse. Abbiamo invece decostruito il processo digitale mostrando come la corretta impostazione di un capitolato informativo o la gestione di un ambiente di condivisione dati (ACDat) si traduca in un fondamentale e concreto supporto al RUP.
Il RUP non deve diventare un modellatore 3D; deve invece essere un manager pubblico capace di governare il dato, richiedere le giuste informazioni e verificare i deliverable con strumenti che semplificano il controllo del budget e dei tempi di esecuzione, riducendo varianti e contenziosi.
I Riscontri: una nuova consapevolezza sul territorio
Oggi i riscontri raccolti al termine delle lezioni sono tutti estremamente positivi. La soddisfazione più grande non è solo l’aver formato nuovi profili pronti ad agire come figure di riferimento per il BIM per le PA, ma l’aver generato una diffusa e solida consapevolezza.
I partecipanti hanno compreso che la digitalizzazione non è un software da acquistare, ma un modo più fluido, trasparente e integrato di lavorare. Quel “fardello” iniziale si è sciolto lasciando il posto a una struttura tecnica che ora guarda alle sfide dei prossimi appalti pubblici con competenze solide e strumenti operativi reali.
Il cambiamento della Pubblica Amministrazione passa inevitabilmente da qui: dalla formazione sul campo e dalla capacità di trasformare i vincoli normativi in leve di crescita per il territorio.
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