BIM4PA un progetto di digitalizzazione nella PA

BIM4PA un progetto di digitalizzazione nella PA

Qualche tempo fa, parlando con il dipendente di un ufficio tecnico comunale, gli rivolsi una domanda molto diretta: “Cos’è per voi il BIM?”.

La risposta fu tanto immediata quanto disarmante: “Un appesantimento per noi che facciamo già troppe cose”.

Questa frase fotografa perfettamente la reazione standard di fronte alla transizione digitale. Per chi vive ogni giorno le scadenze, la burocrazia e la carenza di personale dei nostri enti locali, l’introduzione di una nuova metodologia viene vista come l’ennesimo ostacolo burocratico calato dall’alto. Ed è una paura comprensibile, soprattutto quando il tema viene affrontato attraverso nozioni astratte, manualistiche rigide e montagne di teoria che spaventano le amministrazioni invece di aiutarle.

La svolta, però, sta proprio nel cambiare radicalmente prospettiva. Al termine del percorso formativo nato all’interno del progetto “BIM4PA – Innovazione Digitale per la Gestione del Patrimonio Pubblico”, quello stesso dipendente ha ammesso che il punto di vista era completamente cambiato. La percezione di un “appesantimento” si è trasformata nella consapevolezza di avere tra le mani un’opportunità di slancio e ottimizzazione senza precedenti.

Il Progetto BIM4PA: i numeri del cambiamento

Prendendo le mosse dall’importante traguardo amministrativo che ha visto il Comune di Atripalda nel ruolo di ente capofila, il territorio irpino ha intercettato i fondi europei NextGenerationEU (attraverso l’avviso “PerForma PA”). Un finanziamento mirato a colmare il divario tecnologico e ad aggiornare le competenze digitali del personale di sei amministrazioni comunali: Avellino, Atripalda, Aiello del Sabato, Montoro, Contrada e Sorbo Serpico.

In solida partnership con il Formedil Avellino, che ha curato gli aspetti organizzativi di questa importante misura sul territorio, noi di bim-lab.net abbiamo avuto l’onore e la responsabilità di curare l’intero coordinamento scientifico e la docenza dell’attività formativa.

Il percorso ha visto il coinvolgimento attivo di 46 dipendenti pubblici, strutturato operativamente in 4 edizioni da 24 ore ciascuna.

Formare sul metodo, non sulle astrazioni

 La nostra stella polare durante le ore di lezione è stata una sola: metodo prima dei software, pragmatismo prima della teoria.

Il Codice degli appalti (D.Lgs 36/2023) introduce step e scadenze precise per gli Adempimenti BIM nella Pubblica Amministrazione. Spiegare queste regole partendo solo dagli articoli di legge o dai flussi ideali dei manuali serve a poco se poi il personale non sa come calare quegli obblighi nella realtà quotidiana di una gara o di una validazione.

Per questo motivo, abbiamo impostato i 4 moduli didattici per rispondere alle reali necessità degli uffici. Non abbiamo venduto formule magiche o nozioni teoriche fini a se stesse. Abbiamo invece decostruito il processo digitale mostrando come la corretta impostazione di un capitolato informativo o la gestione di un ambiente di condivisione dati (ACDat) si traduca in un fondamentale e concreto supporto al RUP.

Il RUP non deve diventare un modellatore 3D; deve invece essere un manager pubblico capace di governare il dato, richiedere le giuste informazioni e verificare i deliverable con strumenti che semplificano il controllo del budget e dei tempi di esecuzione, riducendo varianti e contenziosi.

I Riscontri: una nuova consapevolezza sul territorio

Oggi i riscontri raccolti al termine delle lezioni sono tutti estremamente positivi. La soddisfazione più grande non è solo l’aver formato nuovi profili pronti ad agire come figure di riferimento per il BIM per le PA, ma l’aver generato una diffusa e solida consapevolezza.

I partecipanti hanno compreso che la digitalizzazione non è un software da acquistare, ma un modo più fluido, trasparente e integrato di lavorare. Quel “fardello” iniziale si è sciolto lasciando il posto a una struttura tecnica che ora guarda alle sfide dei prossimi appalti pubblici con competenze solide e strumenti operativi reali.

Il cambiamento della Pubblica Amministrazione passa inevitabilmente da qui: dalla formazione sul campo e dalla capacità di trasformare i vincoli normativi in leve di crescita per il territorio.

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