Rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Salerno

Rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Salerno

Siamo ormai prossimi al rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Salerno. I giorni 8 e 9 giugno, dalle ore 10:00 alle ore 18:00 avrà luogo la prima votazione presso la sede dell’Ordine di Salerno in Via G. Vicinanza n° 11. Il Team di BIM-Lab intende promuovere e far conoscere i candidati che in prima persona hanno partecipato alle nostre attività formative: giovani volenterosi architetti che hanno deciso di mettersi in gioco affrontando questa nuova sfida. L’Arch. Junior Daniela Scalese della lista Ordine Solidale e l’Arch. Fabio Rizzo del gruppo Insieme per la professione ci accompagneranno in questa breve intervista, aiutandoci a conoscerli meglio e ad approfondire parte dei loro programmi. Purtroppo, la lista Sinergie Vincenti ha preferito non aderire all’iniziativa. Ma andiamo al sodo… immergiamoci a capofitto nelle risposte dei giovani candidati! Buona lettura…

Ci parli di te, della scelta di diventare architetto e della tua candidatura al Consiglio dell’Ordine degli Architetti?

Arch. Junior Daniela Scalese candidata per la lista Salerno Solidale

Sono Daniela Scalese, classe 1984. Studiare architettura è stata la sintesi tra la mia creatività e il mio bisogno di pragmatismo. Ho sempre disegnato, ad un certo punto mi è venuta voglia di disegnare qualcosa di concreto. In seguito gli studi mi hanno fatto capire che la Professione di Architetto necessita una complessità di pensiero e una preparazione multidisciplinare, e questo mi piace.
La mia candidatura è avvenuta inaspettatamente. Mi hanno contattato per rappresentare la Sez. B dell’Albo, ovvero gli Architetti Junior. Ho accettato pensando di potermi mettere in gioco in questa avventura e magari rendermi utile alla mia categoria.

Arch. Fabio Rizzo candidato per la lista Insieme per la Professione

Sono Fabio Rizzo, nato a Salerno 29 anni fa. Appassionato di Musica, Sport e Ambiente. L’Architettura…quello è un altro amore! Essere un architetto è una specie di maledizione della mia famiglia: siamo in 5. Eppure a nessuno di noi della “seconda generazione” è stato suggerito di diventare architetto: ci siamo “rovinati” con le nostre stesse mani. Scherzi a parte, ho avuto la fortuna di nascere nel momento giusto, nel posto giusto: la trasformazione urbana della città di Salerno, dove sono nato e cresciuto, non poteva non affascinarmi, pormi di fronte a numerose domande e indirizzarmi infine, verso una scelta praticamente naturale. La candidatura…? Anche quella è venuta naturale. Odio i lamenti ed odio stare a guardare: l’Ordine non mi piace, così e l’unica cosa da fare era proporsi come alternativa.

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Ci racconti in poche righe il programma della lista che rappresenti?
La lista di cui faccio parte si chiama “ORDINE SOLIDALE”; la nostra mission è quella di un rinnovamento per costruire un Ordine più vicino alle esigenze degli iscritti, con meno sprechi, che sia da sostegno alle problematiche quotidiane della professione, che sia solidale con i professionisti in difficoltà, che sia più presente sul territorio vista la grande estensione della nostra Provincia. Immaginiamo un ordine che non sia autoreferenziale ma un luogo di incontro e di opportunità per tutti gli iscritti, con una attenzione particolare alle attività culturali legate all’architettura-urbanistica-paesaggio, all’arte e al design.
Abbiamo creato una lista eterogenea di personalità che possano rappresentare i vari ambiti della nostra professione e tutto il territorio della Provincia di Salerno. Abbiamo intenzione di dare all’Ordine degli Architetti un nuovo ruolo di mediatore culturale, proponendo dibattiti, incontri, concorsi di idee; è nelle nostre intenzioni di aprire dei presidi decentrati su tutto il territorio provinciale; ci siamo già fatti portavoce con l’on. Pittella di una mozione che porti al Parlamento Europeo il dibattito su temi quali i minimi tariffari e l’accesso ai bandi; stiamo inoltre studiando una forma di tutela fiscale per i neoiscritti; abbiamo intenzione, poi di intavolare una seria discussione per rivedere il meccanismo dei crediti formativi, sia per liberi professionisti che per i dipendenti pubblici. Questo in estrema sintesi.

L’attuale periodo storico costringe ad una rilettura della figura dell’architetto contemporaneo, tra tradizione e innovazione; come intendi rilanciare la professione dell’architetto a Salerno?

Questa è veramente una domanda da un milione di dollari! Rilanciare la professione dell’Architetto in Italia e a Salerno richiede una quantità di riflessioni su un insieme di tematiche che non credo si possano affrontare in quattro parole; non sarebbe onesto verso i miei colleghi tirare fuori dal cilindro soluzioni improbabili. In generale, rispetto alla professione, mi piacerebbe che si facesse meno marketing e più architettura, quella vicino alle esigenze delle persone, quella che rispetta il territorio e che crea valore. Citando Richard Rogers: “non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente”.
Abbiamo la fortuna di essere nati nel Paese dell’Architettura; tutti gli stili e le forme espressive che hanno segnato la Storia, sono passate per le nostre strade, e li ritroviamo tutti nelle nostre strade, eppure oggi non riusciamo a stare dietro al nuovo modo di esprimersi. Patrik Schumacher, numero uno di Zaha Hadid Architects, nel ’94 diceva che “gli stili sono programmi di ricerca”: bene, oggi “ricerchiamo” poco, discutiamo pochissimo, approfondiamo solo in solitaria. Al contrario, dobbiamo andare avanti, facendoci seguire (e soprattutto CAPIRE!) dal committente, dobbiamo discutere nelle piazze, nei teatri, ovunque sia possibile e dobbiamo crescere insieme. Trovo che, oltre le questioni puramente tecniche, uno dei problemi del nostro lavoro sia un problema culturale (che “stranamente” in altri Paesi non hanno), perché troppo spesso il pensiero è “lo può fare pure il mio amico geometra”. Con tutto il rispetto e la simpatia per i colleghi geometri ma dovremmo proprio ristabilire culturalmente un principio fondamentale per cui ognuno fa il proprio mestiere. Stavo pensando di aprire uno studio medico…lei ci verrebbe?

Molto spesso gli Ordini professionali vengo “accusati” di poca attenzione nei confronti dei propri iscritti; quali strategie intendi adottare per avvicinare i tuoi colleghi ad un Organo Istituzionale tanto importante?

In realtà il punto forte del nostro programma è proprio questo: riavvicinare l’Ordine agli iscritti. Personalmente vengo dall’associazionismo, spero di poter contribuire con la mia esperienza. Fare rete è importantissimo: coinvolgere e ascoltare le persone soprattutto. Mi piacerebbe che l’Ordine degli Architetti fosse un riferimento concreto per tutti noi. In particolare, essendo candidata come Arch. Junior, mi piacerebbe dare importanza anche a questa categoria introdotta dal DPR 328/2001, ancora poco considerata.
Io rappresento perfettamente l’iscritto “medio”: ho sentito l’Ordine lontanissimo da me, poco coinvolgente, poco interessante nei contenuti proposti (al massimo sono venuto a prendermi qualche credito formativo..si tipo raccolta punti del supermercato). Adolf Loos diceva “l’architetto è un muratore che sa il latino”, per sottolineare la natura tecnica e umanistica della nostra professione. Credo che il coinvolgimento dei colleghi architetti debba passare da quest’importante lezione, facendo diventare l’Ordine un riferimento per questioni tecniche, senza dimenticare l’importante valore culturale della nostra professione. Quindi: eventi, incontri, dibattiti in presenza di illustri ospiti, ma anche approfondimenti su nuove tecniche e tecnologie…oltre che sul BIM!

Oramai il BIM è un tema sempre più attuale: il Codice degli Appalti ne consiglia l’uso, le Università indirizzano i propri iscritti verso questo argomento; da corsista BIM-Lab, quanto lo ritieni attuale e, soprattutto, come pensi di sensibilizzare i tuoi colleghi alla tematica?

Il tema del BIM è quantomai attuale. La complessità degli attori, dei processi e delle variabili che concorrono in fase di progetto, nella sua cantierizzazione, nella gestione e manutenzione del costruito necessita di uno strumento di controllo come il BIM. Avendo frequentato il primo corso di BIM tenutosi presso l’Ordine di Salerno, ci ho creduto subito! Far conoscere questo strumento è il primo passo verso la sensibilizzazione dei colleghi. Essendo naturalmente curiosa, ho fatto mille domande ai Prof. di BIMLab, scoprendo che è adattabile a una quantità di discipline inaspettata: dal Life Cycle Management dell’organismo edilizio, al design, con scenari possibili anche verso l’artigianato.
Ecco, questo tema dovrebbe rientrare nella parte “tecnica” di cui parlavamo prima. Ho frequentato il corso organizzato da BIMLab lo scorso anno più per curiosità che per una effettiva consapevolezza del potenziale di questo strumento. Ma è bastata la prima lezione a farmi capire che il BIM non è il futuro, ma il presente! O, se volete, è il futuro in cui siamo già entrati. Sarebbe utile e necessario invitare tutti i colleghi ad una “lezione zero”, come la prima lezione del corso di BIMLab su Revit: ne usciremmo tutti più consapevoli…e più pronti ad affrontare il mercato del lavoro!

Non ci resta a questo punto che augurare un grande in bocca al lupo a questi giovani – e soprattutto propositivi – candidati!