• Author:admin_bimlab
  • Comments:0

BIM in Italia, ci siamo!

Finalmente, anche in Italia, si compiono passi in avanti decisi verso la digitalizzazione del comparto edile.

Con la firma del “Decreto BIM”, da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, si pone il via libera al provvedimento che disciplina l’obbligo dell’adozione della metodologia BIM per le gare d’appalto e di progettazione di opere pubbliche in Italia.

Per la redazione del decreto, previsto dall’art. 23, comma 13 del Nuovo Codice degli Appalti, era stata predisposta una specifica Commissione per la digitalizzazione, presieduta dal Provveditore delle Opere Pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna Pietro Baratono, che aveva avviato apposita consultazione pubblica, conclusasi a luglio, attraverso la quale i maggiori esperti in Italia (in primis Università e professionisti di settore) hanno dato il loro contributo.

L’entrata in vigore del decreto sarà graduale: a partire dal 2019 i lavori complessi, “caratterizzati da elevato contenuto tecnologico o da una significativa interconnessione degli aspetti architettonici, strutturali e tecnologici” e di importo superiore ai 100 milioni di euro, dovranno essere banditi con metodologia BIM; un anno dopo, dal 1° gennaio 2020, tutte le opere di importo superiore a 50 milioni; dal 2021 l’obbligo riguarderà le opere con importi superiori ai 15 milioni di euro, fino ad arrivare al 2025, quando l’obbligo interesserà anche le opere pubbliche al di sotto di un milione di euro.

Il Decreto disciplina anche la redazione del capitolato informativo d’appalto, dei requisiti informativi generali e specifici, come i livelli di definizione di contenuti e modelli inerenti l’opera, della definizione di un ambiente di condivisione dei dati (CDE – Common Data Environment). Come detto la transizione al digitale sarà graduale, e anche la consegna dei progetti e della relativa documentazione, nella fase transitoria, sarà a prevalenza cartacea. A decorrere dal 2025, “la prevalenza contrattuale dei contenuti informativi sarà definita dal modello elettronico”; l’obiettivo è quindi, a transizione completata, di consegnare progetti esclusivamente in forma digitale.

Il testo del Decreto prevede, inoltre, obblighi anche per le stazioni appaltanti e la PA: per prepararsi al meglio all’imminente rivoluzione BIM, dovranno predisporre un preciso piano di aggiornamento del personale e degli strumenti hardware e software in dotazione e l’organizzazione di una struttura di controllo e gestione delle procedure. Trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, le Pubbliche Amministrazioni, hanno facoltà di prendere in considerazione l’adozione del BIM per le “varianti riguardanti progetti di opere relativi a bandi di gara pubblicati prima”.

Una notizia attesa da tanti, che rappresenta un punto di partenza importante per le imprese italiane e per tutta la filiera del mondo delle costruzioni, aprendo scenari importanti e nuove opportunità.