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BIM esperienze dall’estero: il caso studio della scuola Lilla Alby

Non vorremmo sembrare ripetitivi, ma se i latini dicevano che “repetita iuvant”, un motivo ci sarà, per cui armatevi di tanta curiosità e provate a leggere queste poche righe su un ulteriore esempio di coordinamento bim tra discipline. I più affezionati al BIM-Lab sicuramente ricorderanno l’articolo – con tanto di video allegato – di qualche tempo fa sulla stessa tematica (Coordinamento bim tra discipline: dal progetto al cantiere), e sull’importanza che tale fase della progettazione BIM-Based ricopre.

Ecco, in quell’occasione vi abbiamo spiegato come due strutturisti hanno interagito nella fase di progettazione strutturale; l’articolo di oggi vuole invece sottolineare l’approccio adottato in campo internazionale per il coordinamento tra discipline differenti (Architettura, Struttura e Impianti) per la realizzazione di un’opera pubblica nella capitale svedese: la scuola dell’infanzia Lilla Alby.

A seguire riportiamo un’estrema sintesi dell’articolo presentato lo scorso settembre al “VI Congreso Internacional de Expresión Gráfica en Ingeniería, Arquitectura y Áreas Afines” e pubblicato sugli atti del convegno tenutosi nella splendida città di Córdoba in Argentina.

Il flusso di lavoro alla base della metodologia del Building Information Modeling rappresenta oltre che un’evoluzione nel modo di progettare le opere di ingegneria, una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’edilizia intesa in senso più ampio come Architecture, Engineering and Construction. Forte è la ritrosia per le innovazioni tecnologiche e ancor più per quelle metodologiche, ma una volta valutati coerentemente i benefici, è difficile non farsi conquistare. Il mondo della progettazione edilizia si basa su un continuo interscambio di informazioni tra gli attori in essa coinvolti: il flusso di dati è in continuo divenire e aumenta con l’evolversi sia delle fasi progettuali (preliminare, definitiva ed esecutiva) sia delle singole discipline coinvolte (architettura, struttura e impianti). Più si avanza con il progetto, più aumenta la necessità di confrontarsi con tecnici e committenti, tutti coinvolti nella stessa commessa. Se lo sviluppo tecnologico ha portato interessanti incrementi in termini di produttività nel settore dell’industria, lo stesso non si è ancora verificato nel mondo delle costruzioni. 

L’utilizzo di metodologie di progettazione quali il BIM può indubbiamente ridurre il gap, inteso in termini di produttività. Mediante tale contributo si vuole illustrare una testimonianza reale sull’implementazione di una metodologia di coordinamento tra le varie discipline progettuali (messe in atto durante la progettazione definitiva), simulando un iter procedurale tipico di una ‘catena di montaggio’ il cui fine è stato quello di ridurre i tempi e i costi di progettazione/esecuzione analizzando il caso reale della scuola Lilla Alby realizzata a Stoccolma (Svezia). La volontà di realizzare un progetto rispondente all’esigenze stringenti della committenza e di ridurre al minimo i tempi, i costi e le interferenze progettuali in corso d’opera, hanno spinto costruttori e progettisti all’utilizzo del BIM fin dalle prime fasi di progettazione preliminare consentendo di ultimare l’opera nei tempi e nei costi previsti.

Chi è ancora più curioso può leggere l’articolo completo cliccando qui.

Buona lettura a tutti!